Si dice spesso che la sordità è una disabilità invisibile, difficile da mettere a fuoco in tutti i suoi aspetti. La sordità non “si vede”, è riconoscibile solo al momento di comunicare.

Quando si parla di sordità non si deve pensare soltanto alla patologia in sé, focalizzando l’attenzione sugli aspetti medico-riabilitativi, un ambito nel quale occorre senz’altro impegnare energie e ricerche, ma si devono analizzare anche e soprattutto le implicazioni sociali che da essa derivano.

Questa è una disabilità molto grave in quanto colpisce la dimensione relazionale e comunicativa dell’individuo, il suo essere in società.

L’assenza di feedback uditivo nelle persone divenute sorde impedisce l’acquisizione del linguaggio parlato in modo naturale e, di conseguenza, di quello scritto; l’apprendimento della lingua parlata e scritta può avvenire unicamente attraverso un lungo percorso di riabilitazione logopedica.

Per questo è fondamentale fornire alla persona sorda tutti gli strumenti comunicativi indispensabili alla sua educazione e crescita individuale, favorendo un approccio bilingue nell’educazione del bambino sordo che comprenda la lingua parlata, scritta e la Lingua dei Segni. Non è solo con una buona articolazione labiale che le persone sorde ottengono una migliore qualità della vita. Questa verrà garantita solo con il rispetto dei diritti fondamentali della persona ovvero costruendo una scuola accessibile e a misura di bambino sordo, favorendo l’integrazione lavorativa, implementando i servizi di sottotitolazione in TV e promuovendo in ogni modo la piena accessibilità di servizi e risorse della nostra società.

Per tutto ciò la comunità dei sordi ha lottato per anni, quado finalmente nella giornata del 19.05.2021 è arrivato  il momento storico per la comunità sorda. Finalmente anche l’Italia riconosce la Lingua dei Segni LIS e la Lingua dei Segni Italiana Tattile LIST).

Difatti, con l’approvazione in legge del Decreto Sostegni, art. 34 ter, comma 1, “ La Repubblica riconosce, promuove e tutela la Lingua dei Segni Italiana (LIS) e la Lingua dei Segni Italiana tattile (LIST). Inoltre, ammette le figure dell’interprete LIS e LIST quali professionisti specializzati nella traduzione e interpretazione.

Un successivo decreto definirà i percorsi formativi per l’accesso alle professioni di interprete e le norme transitorie per chi già esercita tali professioni. Nel testo si legge anche che «per favorire l’accessibilità dei propri servizi, le pubbliche amministrazioni promuovono la diffusione dei servizi di interpretariato in LIS e in LIST, la sottotitolazione e ogni altra modalità idonea a favorire la comprensione della lingua verbale nonché iniziative di formazione del personale».

Considerando che siamo stati gli ultimi dei Paesi in Europa a riconoscere la propria Lingua dei Segni, la notizia è storica per il nostro Paese. Si spera che ciò sia un inizio, un primo passo per garantire l’accessibilità e la libertà di scelta comunicativa. Un primo passo per un cammino ancora lungo e tortuoso. Rimboccandoci le maniche faremo il massimo sforzo per poter garantire il pieno godimento di tali diritti alle persone sorde. Diritti che sono inviolabili per uomini, donne, bambini e ragazzi sordi.