Ogni 3 Dicembre ricorre la giornata mondiale sui diritti delle persone con disabilità.

Un evento molto importante celebrato sia in Europa che in Italia con manifestazioni ed incontri tra le varie istituzioni che parlano di integrazione, solidarietà, iniziative e politiche pro disabili.

Tutto molto bello e interessante, ma poi ci rendiamo conto che tutte queste iniziative, in Italia, si infrangono con la dura realtà dei fatti.

Ci troviamo di fronte ad un’omertà assordante che crediamo sia giunto il momento di denunciare.

Pensiamo sia assurdo dopo tutto il gran parlare di disabilità, che una ragazza con sclerosi multipla, oramai condannata a non poter camminare, si senta rispondere il giorno 21.09.2021 dalla sua Asl di riferimento, che la richiesta inoltrata per avere una carrozzina elettrica non potrà essere evasa nel 2021, in quanto il relativo budget aziendale è finito.

La carrozzina elettrica o sedia per disabili, in qualsiasi modo si voglia chiamare, è uno dei dispositivi di assistenza più comunemente utilizzato per promuovere la mobilità e migliorare la qualità della vita di persone che hanno difficoltà motorie.

In parole povere una sedia a rotelle per una persona non deambulante significa VITA.

Una Asl preposta a curare le persone malate, non autorizzando una sedia per mancanza di fondi, condanna a non poter vivere alla persona con disabilità, togliendogli in via preventiva il diritto alla vita.

Ci chiediamo se questa politica sulla disabilità, cosi come la politica sulla sanità demandata alle regioni, sia una politica ancora percorribile.

Il diritto alla salute come il diritto alla vita sono, o forse è meglio dire dovrebbero essere, diritti inalienabili.

Sono scolpiti nella nostra costituzione ma, purtroppo, sono sempre più spesso disattesi da molte istituzioni che tagliano costantemente sui costi sanitari e sui costi d’assistenza.

Un disabile resta disabile da nord a sud ma viene trattato e curato differentemente da regione a regione.

Riscontriamo quotidianamente, purtroppo, che nel caso di regioni con un debito di spesa alto il disabile viene il più delle volte tagliato fuori dai percorsi di cura.

Da un nostro studio sui dati reali della Regione Lazio, ad esempio, è emerso che i tariffari per gli ausili non sono aggiornati dall’anno 1999. Oltre venti anni!

Questo significa che la qualità dei prodotti che la persona con disabilità deve usare, debbano rientrare in quotazioni ormai inadeguate a totale scapito della qualità dell’ausilio.

Oltre al danno abbiamo anche la beffa in quanto materiali scadenti, oltre a danneggiare in modo irreversibile la salute già minata delle persone disabili, non crea risparmi alle casse regionali ma al contrario genera dei costi indiretti sul sistema sanitario.

Pensate infatti ad un catetere di scarso profilo che statisticamente arreca più frequentemente alcune infezioni: il sistema sanitario, dopo aver speso soldi per l’ausilio, spenderne di nuovi per sostituirlo, dovrà anche spendere ulteriori denari pubblici per curare questo malcapitato utente.

Tagliare e risparmiare sistema una parte di bilanci, ma ne aggrava colpevolmente tanti altri !

Negli ultimi venti anni ci hanno chiamato Handicappati, portatori di handicap, disabili, ora diversamente abili.

Vengono istituite giornate mondiali ed iniziative altisonanti.

Abbiamo campioni paraolimpici famosi in tutto il mondo come testimonial di come superare le limitazioni.

Ma al comune cittadino le pensioni sono sempre rimaste di € 285,00.

I tariffari non aggiornati dal 1999.

Gli ausili sono sempre più scadenti se si rientra nei pochi fortunati che riescono ad averli tempestivamente.

L’emarginazione, se togliamo le luci della ribalta ed i brilluccichini è drammaticamente sempre più evidente.

Chiamateci come volete ma abbattete le barriere architettoniche e mentali per permetterci di vivere una vita come i padri costituenti avevano scritto nella carta costituzionale.

Noi della CONF.A.E.L. siamo pronti ad un confronto in tutte le sedi opportune per portare le nostre idee di inclusione, eguaglianza e dignità sociale che rimettano la vita al centro del mondo delle persone con disabilità.