Nella Capitale ci sono circa 1500 famiglie che quest’anno non avranno accesso all’assegno mensile previsto per le disabilità gravissime.

Famiglie che necessitano assolutamente di un aiuto economico: una persona non autosufficiente ha necessità di assistenza continuativa e monitoraggio costante.

Mamme, papà e fratelli, in un periodo già difficile da affrontare, non avranno i circa 700 euro mensili previsti per l’assistenza diretta dei propri cari o indiretta tramite cooperative o enti qualificati.

Questo almeno risulta facendo un rapido calcolo in relazione ai fondi stanziati dalla giunta capitolina nella deliberazione per la programmazione territoriale delle prestazioni assistenziali domiciliari in favore degli utenti in condizione di disabilità gravissima.

È di 13 milioni di euro “la somma attualmente prevista per l’esercizio 2021, finanziata con contributo della Regione Lazio”, si legge nel documento approvato a fine dicembre dalla giunta.

Soldi che divisi per il numero dei richiedenti sono sufficienti per circa la metà della platea.

Questa situazione ha scaturito un rimpallo di responsabilità tra l’Assessore Politiche Sociali della Regione Lazio e l’Assessora alla Persona Scuola e Comunità solidale del Comune di Roma. L’Assessora di Via Della Pisana sulla questione Ha detto, respingendo tutte le accuse da parte del Comune di Roma,  che: “Sulla disabilità gravissima la Regione ha mantenuto gli impegni presi, ascoltando le parti e incrementando i fondi”, “Infatti – prosegue – il complessivo delle risorse assegnate e di quelle già in disponibilità di Roma Capitale è ben superiore a 13 milioni di euro. Nel dettaglio, il Comune ha già in cassa 14,6 milioni di euro. Nel 2021 abbiamo incrementato di oltre 2,5 milioni i fondi per Roma Capitale, arrivando a 23,7 milioni di euro tra risorse regionali e statali. Dal canto suo, invece, il Comune non ha stanziato un euro”.

Di parere opposto il Comune, che a voce dell’Assessora fa sapere:

La Regione Lazio, ancora una volta non dà il giusto riconoscimento ai bisogni dei cittadini della Capitale. Di fronte alle oltre 3100 persone che hanno i requisiti per ricevere il contributo nel 2021, la Regione ha assegnato a Roma fondi esigui, con i quali riusciremo a soddisfare esclusivamente le circa 2400 persone in continuità assistenziale, ovvero coloro che hanno già ricevuto il contributo nel 2020. Una situazione inaccettabile, di fronte a cui la Regione Lazio non può più indugiare. “I criteri per l’accesso, la valutazione del bisogno e la quantificazione del contributo nonché il relativo ordine di priorità, sono stabiliti da una delibera di giunta– ribatte l’assessora alle Politiche Sociali della Regione – sulla base di un percorso condiviso con le stesse associazioni rappresentative del mondo della disabilità e con le parti sociali a seguito del Dpcm del 21 novembre 2019, il quale introduce alcune modifiche nei criteri di eleggibilità e determinazione delle prestazioni a favore delle persone con disabilità gravissima e dell’incremento nella domanda assistenziale rilevato sul territorio regionale”.

Un batti e ribatti che alimenta solo ulteriori polemiche, mentre le famiglie che hanno visto la propria posizione perdere terreno nella graduatoria rispetto allo scorso anno non hanno neanche la possibilità di comprendere appieno la situazione. Si perché negli elenchi degli scorsi anni era presente la posizione del richiedente il contributo associata ad un punteggio specifico, quest’anno invece il punteggio non è visibile.

“Situazione che ovviamente fa venire inevitabilmente dubbie sospetti sulla trasparenza della graduatoria per l’assegnazione dei fondi”.

Questo litigio tra le due assessore porta solo ad un disagio alle persone con disabilità e le proprie famiglie che verranno lasciate sole al proprio destino, chiediamo pertanto di rispettare gli impegni presi e finanziare tutte le persone con disabilità grave che risiedono nel Comune di Roma.