Come Segretario Nazionale del comparto disabilità CONFAEL sono abituato a leggere molte storie di ordinaria umiliazione nei confronti dei disabili, categoria doppiamente delicata sia per lo stato invalidante sia per lo stato di prostrazione ed umiliazione nel quale sono costretti a vivere quotidianamente, ma quello che e’ successo martedi scorso presso un grande centro commerciale di Roma ha superato ogni limite.

Infatti un disabile su sedia a rotelle e bombola d’ossigeno si e’ recato presso un rivenditore di telefonia per acquistare una custodia ma non e’ potuto entrare perche’ lo costringevano ad indossare la mascherina”.

E’ quanto denuncia Fabio Barzellotti, Segretario del comparto disabilità di Confael, la Confederazione Autonoma Europea dei Lavoratori. Racconta Barzellotti: ”La persona e’ stata subito prontamente fermata da una commessa che chiedeva di indossare la mascherina.

Il disabile si e’ appellato al Dpcm del 2 marzo scorso (art. 1 comma 3 punto B) il quale recita che non hanno l’obbligo di indossare il dispositivo di protezione delle vie respiratorie i bambini di eta’ inferiore ai 6 anni; le persone con patologie o disabilita’ incompatibili con l’uso della mascherina, nonche’ le persone che devono comunicare con un disabile in modo da non poter fare uso del dispositivo.

Il signore ha esibito il certificato di invalidita’ rilasciato dall’Inps stesso ma gli veniva contestato che per politica aziendale doveva indossare la mascherina o doveva uscire dal negozio. Ha subito chiamato le forze dell’ordine ma con immenso stupore gli agenti davano ragione al commerciante.

Risultato, ha dovuto fare marcia indietro e uscire dal negozio”.

Vale piu’ un Dpcm o una ‘politica aziendale’?

Si chiede il sindacalista che conclude: ”La confael denuncia pubblicamente l’accaduto per non aver rispettato un Dpcm volto proprio a tutela delle persone piu’ fragili della societa”’.