Chi possiede la Legge 104 può usufruire di molte agevolazioni fiscali.

Nello specifico ci riferiamo al bonus elettrico riservato alle persone che vertono in gravi condizioni di salute e dunque con disagio fisico.

Tale agevolazione non ha limiti reddituali, ma prevede specifici requisiti.

Il bonus elettrico è fruibile da tutte le persone affette da grave malattia o dai soggetti intestatari di fornitura elettrica presso l’abitazione in cui viva un soggetto gravemente malato e costretto a utilizzare apparecchiature elettromedicali necessarie per il mantenimento in vita.

Il bonus per disagio fisico può essere cumulato con il bonus per disagio economico in caso di possesso dei requisiti.

Le apparecchiature sono specificate ed elencate nel Decreto del Ministero della Salute.

CONF.A.EL. ha da tempo stipulato una convenzione a livello nazionale con ENEGAN, operatore nel mercato libero di Luce, Gas, Internet, Telefono e SIM, che offre, gratuitamente per tutti i nostri associati, la propria consulenza anche in merito a questo Bonus oltre a garantire trattamento agevolato e garantito.

Per tutte le informazioni del caso, vi invitiamo a visitare il nostro sito internet www.confaeldisabili.it e vi aspettiamo nella sede CONF.A.EL. a voi più vicina.

    L’assegno sociale è una prestazione economica, erogata a domanda, dedicata ai cittadini italiani e stranieri in condizioni economiche disagiate e con redditi inferiori alle soglie previste annualmente dalla legge.

    Dal 1° gennaio 1996, l’assegno sociale ha sostituito la pensione sociale. La prestazione ha natura assistenziale ed è inesportabile; pertanto, non può essere riconosciuta se il titolare della prestazione risiede all’estero.

    Il beneficio economico non è reversibile ai familiari superstiti.

    L’assegno sociale è rivolto ai cittadini italiani, ai cittadini comunitari iscritti all’anagrafe del comune di residenza, ai cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo e ai cittadini stranieri o apolidi titolari dello status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria.

    I beneficiari devono percepire un reddito al di sotto delle soglie stabilite annualmente dalla legge.

    Il pagamento dell’assegno inizia dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

    Inoltre, il beneficio ha carattere provvisorio e la verifica del possesso dei requisiti socioeconomici e della effettiva residenza avviene annualmente.

    L’importo dell’assegno per il 2021 è pari a 460,28 euro per 13 mensilità. Il limite di reddito è pari a 5.983,64 euro annui e 11.967,28 euro, se il soggetto è coniugato.

    Hanno diritto all’assegno in misura intera i soggetti non coniugati che non possiedono alcun reddito e i soggetti coniugati che hanno un reddito familiare inferiore al totale annuo dell’assegno.

    Hanno diritto all’assegno in misura ridotta i soggetti non coniugati che hanno un reddito inferiore all’importo annuo dell’assegno e i soggetti coniugati che hanno un reddito familiare compreso tra l’ammontare annuo dell’assegno e il doppio dell’importo annuo dell’assegno.

    Gli uffici Confael su tutto il territorio Italiano sono a vostra completa disposizione per la consulenza e per l’invio delle vostre richieste !!

    L’Art 15 del Decreto Legge  22 Marzo 2021 n°41 ha prorogato l equiparazione del periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in condizione di fragilità fino al 30 giugno 2021, senza computo dell’assenza nel periodo di comporto.

    Il decreto porta novità sulle agevolazioni fiscali per l’assunzione di lavoratori fragili (con uno stanziamento da 100 milioni).

    «Con il Decreto Sostegni appena approvato dal governo sono state inserite nuove tutele a favore dei lavoratori con fragilità – afferma, in una nota, il ministro per le Disabilità Erika Stefani – Ho insistito affinché, oltre alla proroga delle precedenti misure, scadute il 28 febbraio, e che assimilano le assenze per lavoro a quelle per ricovero ospedaliero, i periodi di assenza non siano computati ai fini del periodo di comporto (il periodo in cui permane il diritto alla conservazione del posto di lavoro), e non incidano ai fini dell’erogazione dell’indennità di accompagnamento. Due misure che aggiungono tutele per l’occupazione, salvaguardano i diritti e proteggono il futuro, soprattutto in questo periodo di particolari difficoltà, causa pandemia».

    La Legge di Bilancio 2021, ovvero il documento che contiene il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e il bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023. Considerato l’anno di emergenza sanitaria da cui veniamo è facile intuire quanto la norma contenga frequenti riferimenti al sociale, e in particolare al mondo dei disabili e delle loro famiglie. Di seguito riassumiamo i più rilevanti per i malati rari.

    BONUS 110% PER L’ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE

    I commi 66-74 prorogano l’applicazione della detrazione al 110% (il cosiddetto superbonus) a interventi effettuati dal 1° luglio 2020 fino al 30 giugno 2022 (il previgente termine del 31 dicembre 2021). L’estensione riguarda inoltre la tipologia di opere, tra le quali vengono inclusi anche gli interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche, anche nel caso siano effettuati in favore di persone aventi più di 65 anni. Si tratta, ai sensi del decreto n. 917 del Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1986, della realizzazione di ascensori e montacarichi e “di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravità, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104”.

    La Legge di Bilancio 2021 introduce un nuovo strumento di sostegno per le mamme con figli disabili: un bonus di importo fino a 500 euro al mese, erogato per 3 anni.  Novità per le mamme con figli disabili: la Legge di Bilancio 2021 istituisce un nuovo bonus economico.Il contributo sarà pari ad un massimo di 500 euro di importo al mese, e verrà riconosciuto dal 2021 e fino al 2023. Si tratta di una misura di sostegno prevista nel rispetto di determinati requisiti, sia in relazione alla madre che al figlio disabile. Requisiti specifici, regole e modalità di accesso al bonus per gli attori in argomento saranno definiti mediante decreto attuativo, atteso entro 60 giorni dal varo della Manovra, cosi come per il calcolo della somma spettante che verrà elaborato sempre tramite decreto attuativo del Ministero del Lavoro, di concerto con il MEF.I requisiti previsti per l’accesso al bonus per le madri con figli disabili sono delineati al comma 365, articolo 1, della Legge di Bilancio 2021.Potranno accedere al contributo fino a 500 euro di importo le mamme in possesso cumulativamente dei seguenti requisiti:

    • disoccupate o monoreddito,
    • appartenenti a nuclei familiari monoparentali;
    • con figli a carico aventi disabilità riconosciuta in misura non inferiore al 60%.

    Destinatarie della misura sono quindi le famiglie composte da un solo genitore (la madre), ed il figlio disabile. La novità prevista dalla Legge di Bilancio 2021 punta quindi a sostenere le mamme senza lavoro o con un solo reddito, in caso di presenza nel nucleo familiare di un figlio con disabilità accertata pari almeno al 60%. Bisognerà quindi definire anche gli importi spettanti, nel rispetto del limite di spesa annuo fissato dalla Legge di Bilancio 2021. Il totale delle risorse disponibili, che rappresenta il limite massimo di spesa, ammonta a 15 milioni di euro, 5 per ogni annualità dal 2021 e fino al 2023.notiamo che sono stati esclusi i padri, così come eventuali fratelli o sorelle di orfani. E no, nonostante lo sforzo interpretativo, sfugge quale possa essere la motivazione. In secondo luogo rileviamo che viene definita una percentuale d’invalidità minima del figlio a carico, senza considerare che, salvo casi particolari, l’invalidità dei minori non viene percentualizzata. Forse l’agevolazione è pensata per le madri con figli adulti? La risposta, ce lo auguriamo, nel decreto attuativo.

    Qualora all’esito della visita di revisione, la grave disabilità non risulti confermata, si procederà al recupero del beneficio fruito dal familiare nelle more dell’iter sanitario. Ma questo solo nel caso in cui si tratti di prima concessione dei benefici in questione, in questo caso infatti, non ci sono diritti già acquisiti in capo al lavoratore richiedente.

    Il chiarimento arriva dall’Inps nel messaggio n. 93/2021 e guida nella difficile gestione di un numero di domande dei benefici previsti per i portatori di handicap grave, che in emergenza sanitaria sono moltiplicate e che hanno subito il contraccolpo derivante dalla sospensione delle visite per l’accertamento sanitario degli stati di invalidità e di disabilità.

    La sospensione ha comportato il dilatarsi dei tempi di attesa e il messaggio arriva a chiarire la diversa posizione nella quale si trovano i soggetti che per la prima volta fanno istanza di fruizione dei permessi, rispetto ai soggetti che invece siano già titolari dei benefici.

    Il quadro è coerente con la previsione di legge contenuta all’articolo 25, comma 6-bis, del Dl 24 giugno 2014 n.90, laddove ha previsto che nelle more dell’effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, le persone con handicap in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura.

    La circolare Inps n. 127/2016 aveva già chiarito che i lavoratori già titolari di benefici, in quanto precedentemente autorizzati, li conservano fino alla conclusione dell’iter sanitario di revisione e questo in relazione al fatto che la prima domanda è stata presentata quando il verbale non era ancora in stato di revisione.

    Diversa è la situazione di prima concessione dei benefici, in questo caso infatti non vi sono diritti acquisiti.

    Pertanto, alla luce dei chiarimenti forniti, la domanda del lavoratore dei benefici a tutela della grave disabilità, presentata tra la data di scadenza del verbale rivedibile e il completamento dell’accertamento sanitario (lavoratore non precedentemente autorizzato), sarà accolta provvisoriamente in attesa della conclusione dell’iter sanitario di revisione.

    Qualora, dall’esito della revisione non risulti confermata la disabilità con connotazione di gravità, si procederà al recupero del beneficio fruito.

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