Scriviamo alle istituzioni locali per evidenziare ancora una volta i fatti avvenuti venerdì scorso nella città di Viterbo.

Siamo fortemente convinti che su questo ignobile fatto debbano rimanere accesi i riflettori di tutti.

Siamo inoltre fortemente convinti che cercare di far partire nuove politiche di tutela verso le persone più fragili sia un dovere civico e morale che le istituzioni dovrebbero quanto prima attivare.

A fatti e non solo a parole come spesso accade!

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Quello che e’ successo venerdi 14 gennaio a Viterbo e’ il segnale che c’e’ bisogno urgentemente di cambiare direzione sulle politiche inclusive e sociali in Italia”.

E’ il commento di Fabio Barzellotti, Segretario Nazionale del comparto Disabilita’ della Confael, la Confederazione Autonoma Europea dei Lavoratori sul ragazzo disabile di 13 anni aggredito e derubato in pieno centro storico a Viterbo.

”Sono offeso, come tante persone con disabilita’, per la violenza perpetrata contro questo ragazzo.

Esprimo la mia piu’ sensita solidarieta’, a nome di tutto il sindacato che rappresento, alla famiglia che posso solo immaginare come si sentono.

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Ogni 3 Dicembre ricorre la giornata mondiale sui diritti delle persone con disabilità.

Un evento molto importante celebrato sia in Europa che in Italia con manifestazioni ed incontri tra le varie istituzioni che parlano di integrazione, solidarietà, iniziative e politiche pro disabili.

Tutto molto bello e interessante, ma poi ci rendiamo conto che tutte queste iniziative, in Italia, si infrangono con la dura realtà dei fatti.

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Una società sempre più tecnologica, sempre più veloce, sempre più globalizzata, sempre più informata ed informatizzata.

Ma anche distratta, superficiale, spesso egoista, spesso arrogante.

“L’altro lato della luna” è uno schiaffo in faccia a chi si è distratto. Un grido d’allarme assordante. Una fragorosa richiesta di attenzione.

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EGREGIO MINISTRO

In data 14 Ottobre c.a. l’INPS ha emanato il messaggio n° 3495 che riportiamo di seguito in calce:
“La Corte di Cassazione, con diverse pronunce, è intervenuta sul requisito dell’inattività lavorativa di cui all’articolo 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, come modificato dall’articolo 1, comma 35, della legge 24 dicembre 2007, n. 247, affermando che il mancato svolgimento dell’attività lavorativa integra non già una mera condizione di erogabilità della prestazione ma, al pari del requisito sanitario, un elemento costitutivo del diritto alla prestazione assistenziale, la mancanza del quale è deducibile o rilevabile d’ufficio in qualsiasi stato e grado del giudizio.

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